Modello sperimentale di gestione sostenibile del patrimonio paesaggistico e culturale di un microterritorio attraverso la costruzione di un'interazione semplice e diretta con la società contemporanea

Interfacce

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Il progetto

Obiettivo del progetto è la costruzione di un modello sperimentale di gestione sostenibile del patrimonio paesaggistico e culturale di un microterritorio, quello della Maremma toscana; particolarmente ricco di storia e natura ma anche “contaminato” da infrastrutture e industrie, e gravato da un uso incontrollato degli spazi. Un paesaggio oggetto da un decennio di una esperienza di archeologia globale, condivisa e sostenibile – Uomini e Cose a Vignale – di cui il progetto Interfacce è uno degli esiti.
Lo scenario storico è la gravissima crisi dell’economia locale, innescata dalla crisi del modello industriale, che impone un ripensamento strategico verso un’economia sostenibile.
La proposta verte sulla costruzione di un’interazione semplice e diretta tra società contemporanea in crisi e patrimonio paesaggistico-culturale, concepito come portatore di concreto valore sociale ed economico nel medio periodo, attraverso la creazione di “punti di interazione” diversificati. Lo scopo è quello di puntare al superamento del tradizionale approccio monolineare della fruizione passiva del patrimonio culturale, museo, parco archeologico ecc., in favore di un approccio multilineare, differenziato sulla base delle esigenze dei diversi pubblici.
Chiave del progetto è il concetto di interfaccia. Nel linguaggio archeologico, le interfacce sono le superfici di separazione/contatto tra due strati archeologici diversi: quindi tra gli uomini che vissero in un medesimo ambiente in due epoche diverse.
Le interfacce, in questo caso, sono giovani professionisti della mediazione culturale tra passato, presente e futuro: archeologi e operatori sociali che si inseriscono in una comunità complessa locale/globale con la funzione di creare forme di contatto diretto, attivo e partecipato, con la profondità storica di un paesaggio.
La dimensione è quella di una nuova economia della cultura, basata sulla differenziazione dell’offerta per adattarla a pubblici diversi, ottimizzando nel contempo i costi di personale.
Su un territorio di valore universalmente riconosciuto, il lavoro di interfaccia di due soggetti imprenditoriali complementari – M(u)ovimenti e FuoriSchema – si propone come catalizzatore in grado di creare un circuito microeconomico virtuoso, costruendo un modello scalabile e riproducibile di imprenditoria nel settore dei beni culturali, consolidare e mettere a sistema una esperienza di archeologia condivisa, riportare il patrimonio paesaggistico e culturale al centro dell’attenzione, trasformando quello che viene oggi diffusamente percepito come un “problema” in un’opportunità economica.

Il soggetto proponente

M(u)oviMenti nasce nel 2014 dall’unione di 4 archeologi con l’intento di progettare iniziative di conoscenza diffusa e valorizzazione del patrimonio culturale collettivo, con una particolare attenzione per le realtà microterritoriali. Prende spunto dal lavoro pluriennale che i singoli componenti svolgono nell’ambito del progetto di archeologia pubblica “Uomini e Cose a Vignale”, nell’ambito del quale hanno sperimentato diverse forme di interazione tra la comunità locale e il patrimonio storico archeologico del territorio di Vignale-Riotorto (LI). Nel suo primo anno di attività M(u)oviMenti si è dedicata alla realizzazione di laboratori didattici in scuole e ludoteche (provincia di Siena, Firenze e Livorno) all’organizzazione di eventi socio-culturali (provincia di Livorno) e attività di crowdfunding (provincia di Livorno).