Progetto di ricerca e restituzione dello spessore e della profondità dell'isola di Poveglia della laguna di Venezia, basato sulla riappropriazione concettuale ed emotiva

MemoAtlante

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Il progetto

Il MemoAtlante è un progetto di ricerca e restituzione dello spessore e della profondità di un luogo abbandonato e in disuso, l’isola di Poveglia della laguna di Venezia.
La laguna di Venezia vive oggi un profondo scollamento dalla sua storia e dal suo territorio: fenomeni di omologazione dovuti alla globalizzazione e al predominio delle economie turistiche stanno causando processi di banalizzazione e mercificazione del paesaggio ed una progressiva sottrazione dei beni comuni alla collettività.
Dalla sua costituzione nell’aprile 2014 ad oggi, l’associazione è riuscita a sospendere l’alienazione dell’isola e a renderla accessibile e vissuta attraverso piccole azioni di cura e l’organizzazione di eventi per ricominciare a viverla e a percepirla come uno spazio prezioso e significativo della laguna.
L’idea di un MemoAtlante di Poveglia si inserisce in questo fertile percorso di riappropriazione e rigenerazione collettiva di un bene comune e nasce dall’esigenza di creare una dimensione narrativa e culturale attorno a questo frammento di territorio lagunare.
Sarà un progetto, redatto a più voci, di riappropriazione concettuale ed emotiva di un luogo basato su due idee fondamentali: MEMO – creazione di un dispositivo agile ed aggiornabile, come un promemoria, per ricostruire la storia, l’evoluzione naturale del paesaggio e che permetta di accrescere conoscenze a consapevolezze per orientare progetti futuri – e ATLANTE – lavoro di mappatura per contestualizzare le informazioni riscoprendo, e re-immaginando, gli spazi abbandonati dell’isola.
Un’ indagine sui saperi e le memorie legati alla storia recente dell’isola che facciano emergere l’importanza di quelle attività che implicavano la cura del paesaggio: pratiche agricole, pesca etc.
MemoAtlante consisterà in una piattaforma web opensource/opendata fruibile mediante QR code inseriti nei percorsi dell’isola insieme a una raccolta di piante e semi di specie agricole e selvatiche, preziose per la biodiversità della laguna al fine di diffondere una più partecipata cultura della natura e del territorio.
Il progetto coinvolgerà la comunità lagunare e metterá in rete associazioni locali e nazionali per la cura, la valorizzazione e lo scambio di semi anche antichi che saranno recuperati, seminati e riprodotti in isola o in spazi abbandonati quindi condivisi con gli agricoltori della laguna. Si vuole creare una “nuova cultura” condivisa dell’Isola, recuperandone la memoria, e sviluppando la responsabilità di una comunità che salvaguarda, gestisce e garantisce la fruibilità collettiva di un bene pubblico.
L’associazione ha visto temporaneamente negata da parte del demanio civile la sua istanza di concessione dell’isola. La richiesta di prendersi cura di un bene abbandonato da parte di chi lo ha nel cuore continuerà ma se il demanio dovesse negare definitivamente la concessione dell’isola, verranno creati dei piccoli orti diffusi sparsi nella laguna sui terreni offerti dai coltivatori e dalla rete delle associazioni attive sul territorio, come innesti di un’idea che esiste e resiste comunque. “Poveglia per tutti” sarà “Poveglia dappertutto”!

Il soggetto proponente

L’ Associazione Poveglia – Poveglia x Tutti nasce nell’aprile 2014 per far fronte all’alienazione da parte del Demanio dell’ Isola di Poveglia nella Laguna di Venezia, un antico insediamento utilizzato nel recente passato come Lazzaretto poi come sanatorio. Oggi gli edifici, gli orti e le vigne che li circondavano (7 ha), sono del tutto distrutti e abbandonati. Una campagna – 99 Euro per 99 anni – ha raccolto in tempi record più di € 480.000 permettendo di partecipare all’asta con l’intento, paradossale, di ri-acquistare un bene già di proprietà di tutti, rappresentando la volontà di una comunità di opporsi al processo di svendita e privatizzazione del patrimonio pubblico. L’associazione conta oggi 4.500 soci da tutto il mondo e lavora ad una proposta di gestione, cura ed uso dell’isola tramite una progettazione partecipata, focalizzando l’attenzione internazionale sulla necessità che le comunità trovino modalità, risorse e strumenti per riappropriarsi dei beni comuni e concretizzare l’interesse pubblico.